"Grazie figlio mio, per questi 40 anni"

Arena 14 maggio 2006-06-20 Cronaca

La lettera

"Grazie figlio mio, per questi 40 anni"
scrive Tilde: la sua esperienza a contatto quotidiano con l’autismo

<<Mio caro figlio, grazie per ciò che mi hai dato, grazie per ciò che mi hai chiesto, grazie per ciò che mi hai insegnato! Anche se hai quasi 40 anni e sei un disabile affetto da autismo sei sempre il mio cucciolo.

Il mio bocciolo di vita che non è mai riuscito a schiudersi.

I sacrifici e la tua sofferenza, la tua fragilità, la tua eterna dipendenza dagli altri mi hanno chiesto, in cambio hanno dato un vissuto quotidiano senza intervalli, senza domeniche, senza ferie. Un vissuto però che mi ha fatto capire quanto la vita è bella anche se non si dorme la notte, se non si va in pizzeria il sabato sera, se non si osserva il rito del cinema, del teatro, dello shopping, dell’incontro al bar o al circolo con le amiche, dei programmi per le vacanze, quelle vacanze che per me restano solo un ricordo sbiadito del tempo lontano di quando tu non eri ancora nato! Grazie a te ho imparato a confrontarmi con persone ed eventi buoni, straordinari e belli, ma anche con sconfitte e insuccessi, però sempre senza rancore, senza invidia, senza rospi nel cuore!

Grazie se mi hai resa miope all’indifferenza e alla lentezza di chi poteva fare di più; però mi hai resa anche lungimirante verso traguardi di bene, di speranza, e di impegno a favole di quanti – come te- soffrono di questa devastante sindrome autistica. oggi sei ancora la mia sfida al destino, la nostra scommessa con qualsiasi metodo e impegno educativo che stimoli e recuperi anche se a piccolissimi passi le latenti capacità di autonomia che certamente sono in te e in tutti coloro che, come te, vivono già l’età adulta.

Che importa se non hai mai frequentato una scuola (tanti anni fa non c’era neppure una legge che lo consentiva!), se non conosci l’emozione di un esame o la gioia di una assunzione al lavoro, se non guidi la macchina, non voti, non contesti i programmi dei politici di turno, non ti alleni in piscina, non sudi in palestra, non fai la dieta, non hai la ragazza, non hai il bancomat, non hai il cellulare perché non sai neppure parlare…tu per me sei sempre il mio tesoro, la fonte dei miei pensieri, l’energia che mi da la carica e la vita , così come lo è l’altra mia splendida figlia "dotata" e "normale" che amo tanto, ma con un amore più sereno, ottimista, fluente, radioso!

Pensa figlio mio, che i tuoi occhi, i tuoi rari sorrisi, i tuoi sguardi di voce senza parole riempiono il mio spirito, dilatano il cuore di una mamma provata dalle tue quotidiane richieste di aiuto, dalle tue necessità, della tua incapacità a comunicare persino il tuo disagio a capire l’ambiente, a relazionarsi con gli altri , a difendersi da un pericolo… e come tutte le mamme che hanno un figlio autistico, gioisco della tua serenità, piango per le tue difficoltà: perché gridi cosa non sai chiederci, perché sei agitato, perché non dormi. Quante cose ancora mi chiedi figlio mio, per la forza che mi hai dato, per gli insegnamenti che mi hai regalato; grazie se mi hai fatto capire i valori reali della vita!>>

Tilde Amore, una mamma

La mamma merita un giorno di festa

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