Lezioni magistrali di pedagogia e didattica a Bologna

In medicina si è misurata la velocità di obsolescenza delle nozioni e si è visto che l’emivita di una nozione è di sei anni. Questo significa che dopo sei anni la metà di quanto si è imparato non è più valida e dopo dodici anni non è più valido nulla di ciò che si è appreso.
Da qui si deduce l’importanza vitale della formazione permanente, che giustamente per le professioni mediche è diventata obbligatoria.
Nelle scienze umane la velocità dell’obsolescenza è forse più lenta, ma pure esiste, soprattutto nel campo dell’educazione speciale. Da qui l’esigenza di una formazione costante che è anche rimotivazione, riconquista dell’entusiasmo, ringiovanimento.
Nella formazione permanente i discenti hanno una loro esperienza che va valorizzata. Apprezzano ciò che viene loro offerto quando questo risponde davvero alle esigenze del loro non sempre facile lavoro quotidiano.
Da qui l’esigenza da parte dei fornitori di formazione di avere una circolarità tra offerta formativa, rilevazione del fabbisogno e armonizzazione conseguente tra offerta e fabbisogno formativo.
Tutto questo mi pare che sia ben chiaro all’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna che ha approfittato del momento, davvero forte, del convegno del 13 dicembre scorso, per raccogliere le esigenze prioritarie delle centinaia di docenti presenti. Esse sono risultate essere le seguenti

1) La pratica didattica
2) Gli strumenti pedagogici, in particolare il cooperative learning
3) Gli aspetti clinici del ritardo mentale, singolo o associato.

Ognuno di questi temi sarà l’oggetto di una lezione magistrale che si svolgerà nei prossimi mesi a partire dal 9 febbraio.
Daniela Mariani Cerati
Per date, luoghi, docenti e programmi dettagliati rimando al link
http://ww2.istruzioneer.it/2015/01/07/la-disabilita-intellettiva-e-la-scuola-lezioni-magistrali-di-pedagogia-e-didattica/

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